mercoledì 12 marzo 2008

QUESTIONE ABORTO ?!!









Quello dell’aborto è un tema che accompagna gli italiani ormai da più di trent’anni. Quegli stessi italiani che, a partire dagli anni ‘70 si sono schierati con le femministe e il mondo laico ed hanno lottato per una maternità e una sessualità libera, sicura e consapevole, che prima si sono impegnati a conquistare e poi a difendere la legge 194 del 22/05/1978 che prevede la possibilità dell’interruzione della gravidanza presso le strutture pubbliche e che, allo stesso tempo, specificando i casi in cui è consentito l’aborto terapeutico, pone tra i principali obiettivi la prevenzione, evitando una vera e propria calamità nel nostro paese come l’aborto clandestino. Perché allora ciò che era un diritto riconosciuto, oggi è materia di accesa discussione, anche eccessiva? Proprio recentemente, il tema della gravidanza agita soprattutto la "coscienza" individuale di politici, ecclesiastici e giornalisti, ma chi riguarda veramente siamo noi donne, giovani o adulte che siano. Quante volte, ad esempio, quattordici - quindicenni si sono trovate nella situazione imbarazzante di dire al proprio genitore di essere incinta o quante volte è accaduto di vedere in questa situazione giovani ragazze nel reparto "Ostetricia e Ginecologia" dello stesso Ospedale Civile di Alghero? È un tema quindi scomodo e duro da affrontare ma cui ci sembra importante far fronte perché purtroppo oggi la donna, ancor prima di diventare madre, spesso è costretta a mettere sullo stesso livello la nascita del figlio e il lavoro stesso. È preoccupante come non si tenga conto del dramma che subisce una donna quando, dopo essere stata violentata, è costretta a portare avanti una gravidanza indesiderata oppure di chi sceglie di interrompere una gravidanza perché magari il feto è malformato o affetto da handicap gravissimi, oppure ancora, perché ha il rimorso di aver messo al mondo un figlio al quale non può garantire l’amore e un futuro. Ma c’è veramente qualcuno che pensa che le donne abortiscano come andare a fare la spesa? Come fa un diritto a diventare nello slogan del popolo dell’Angelus,-se è così che è stato quasi definito- un omicidio? Diciamo che la ragione di un attacco alla legge è un altro. E non ha a che vedere con i diritti delle donne, con la prevenzione e con la salute ma diremo piuttosto che a difendere le nostre pretese non ci sono più esponenti come una volta, ma la chiesa e politici che, come Giuliano Ferrara, (non) sanno quale sentimento e quali terribili circostanze conduce una donna ad abortire.






Chiara Annunziata

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