giovedì 28 febbraio 2008

La vignetta


Programma di parte

La Sinistra-l'Arcobaleno presenta i suoi 14 punti

(28.2.08) - Un programma «di parte» è quello presentato dalla Sinistra-l'Arcobaleno, un programma in 14 punti per fare una «scelta di parte». Così ieri i segretari dei quattro partiti hanno presentato i punti da perseguire, incentrati molto sul problema del lavoro
«Il nostro programma è in larga parte il programma dell'Unione non applicato per colpa dei poteri forti e dei loro terminali nella maggioranza, che non a caso hanno chiesto l'esclusione della sinistra» ha dichiarato Oliviero Diliberto, leader del Pdci, per cui «la competitività», di cui parla Confindustria «non può ricadere sulle spalle dei lavoratori e sul concetto di pil. Lo sviluppo passa per gli investimenti, per la ricerca».

Il leader del Pdci evita poi di fare paragoni tra il programma della sinistra e quello del premier spagnolo Zapatero, varie volte citato nella conferenza stampa: «Noi votiamo in Italia. Non sono esterofilo anche perché numerosi esempi sono stati copiati da qualcuno ma poi scomparsi.In Spagna - aggiunge - ci sono una destra ed una sinistra, da noi c'è Berlusconi con un partito di destra, ci siamo noi su posizioni di sinistra e poi c'è un una bizzarra aggregazione che mette insieme dalla Binetti alla Bonino, da Colaninno all'operaio e che si chiama Pd».

Ecco i punti del programma:

Sicurezza sul lavoro. Fissare per legge la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; approvare subito i decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro per più controlli e certezza; severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme.

Salari, fisco, redistribuzione reddito. Fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1.000 euro. Meccanismo di recupero automatico annuale dell'inflazione reale; portare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti a 1,200 euro; introdurre un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. Diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi dal 23 al 20% e aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, redistribuire il reddito ai lavoratori attuando immediatamente la finanziaria 2008 che destina loro tutto l'extragettito.

Laicità. Uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali; riconoscimento pubblico delle unioni civili; ognuna e ognuno ha il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita; propone una legge sul testamento biologico.

Libertà donne. La legge 194 va applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU-486; nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare i divieti della legge 40; no a discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere.

Pace e disarmo. Attuare in pieno l'art.11 della Costituzione. L'Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare dell'Onu. Tagliare le spese per gli armamenti, avviare la riconversione dell'industria bellica applicando la legge 185. Al bando per legge le armi nucleari dall'Italia. No alla nuova base Usa a Vicenza, sì a una Conferenza nazionale sulle servitù militari per ridiscutere le basi della guerra preventiva sul territorio italiano. Nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo.

Patto per il clima. No al nucleare, superare entro il 2020 il 20% dell'energia prodotta da fonti rinnovabili e ridurre del 20% le emissioni; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L'acqua deve essere bene pubblico. Ripubblicizzazione dei servizi idrici, legge quadro sul governo del suolo e inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.

Grandi opere. Per la Sinistra sono: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari.No a Ponte sullo Stretto, Mose, Tav; sì a interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie al Sud, potenziare i valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Ridurre la produzione di rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più avanzate.

Salute. Adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare ticket e liste d'attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del Ssn. Legge sulla non autosufficienza, finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, aumento del fondo nazionale per le politiche sociali e indicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. Un piano di asili come cardine della rete di servizi per i bambini.

Casa. No agli sfratti se non da casa a casa. Piano nazionale per l'edilizia sociale per 1,5 miliardi di euro. Fondo per la ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l'alloggio; eliminare l'Ici sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi.

Immigrati. Abolire la legge Bossi-Fini, approvare una nuova normativa che introduca l'ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle amministrative, la chiusura dei Cpt, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli.

Istruzione, formazione, università, ricerca. Laicità della scuola pubblica, scuole private libere ma senza oneri per lo Stato. Generalizzare la scuola dell'infanzia, estendere il tempo pieno e prolungato, innalzare l'obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; valorizzare il ruolo dell'insegnante. Aumentare l'investimento pubblico in alta formazione e ricerca, per raggiungere la media dei paesi Ocse; rinnovare il sistema università e ricerca con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l'anno fino al 2013; estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio.

Costi politica. Ridurre il numero di parlamentari e consiglieri regionali. La retribuzione dei parlamentari non deve essere superiore a quella media dei loro colleghi nei Paesi europei. Sottrarre per legge ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici.

Informazione. Abrogare la legge Gasparri, approvare una vera legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell'industria culturale. E' assolutamente indispensabile approvare una vera legge sul conflitto di interessi.

mercoledì 27 febbraio 2008

Candidarsi, farsi candidare, essere candidati...

In un sistema elettorale con liste bloccate non è tanto importante ai fini della elezione essere candidati, quanto essere candidati in posizione "utile" alla elezione. Tutti i candidati in posizione non utile infatti possono nobilitare la lista nel suo insieme ma non hanno alcuna chance di elezione . Questo meccanismo non è ancora stato completamente metabolizzato dagli elettori, i quali comprensibilmente non hanno compiutamente realizzato che, a seconda delle percentuali elettorali di ciascuna lista, verranno eletti in Sardegna cinque/sei deputati dalle liste maggiori (PD,PDL) e uno/due da quelle minori (SINISTRA ARCOBALENO, UDC, IDV). Per gli aspiranti senatori stesso discorso con numeri dimezzati.

In questo quadro la situazione della SINISTRA ARCOBALENO è peculiare, perchè consistendo la stessa di una coalizione di quattro partiti la formazione delle liste deve tenere conto delle esigenze di rappresentanza di ciascuno, a prescindere dal fatto che i partiti si facciano rappresentare da iscritti o da indipendenti.

Pertanto a nessuno di noi, uscente o meno, è dato sapere se sarà candidato "eleggibile"o sacrificato in nome della superiore esigenza di costituire un percorso di ricomposizione a sinistra che valga per il futuro.

Per quello che personalmente mi riguarda so che la scelta del mio partito è che a rappresentarlo in Sardegna sia io. Poi occorre vedere nella ricerca dei necessari equilibri tra aderenti all'ARCOBALENO come questa scelta sarà utilizzata.

So che gli altri uscenti, deputati e senatori, aspirano ad essere rieletti. Chi sa già di non essere riproposto dal proprio partito di provenienza, o non ha un partito, fonda le proprie chances su spinte "dal basso" attraverso appelli e manifesti di solidarietà. Anche questo è un possibile percorso.

So bene che ogni spinta da altri esercitata, dal basso o dall'alto, riduce le mie personali possibilità di candidatura ai vertici della lista SINISTRA ARCOBALENO, tuttavia ritengo di dovere serenamente attendere le decisioni che i vertici della coalizione, in sede regionale e nazionale, vorranno prendere anche sulla mia candidatura. E' una delle prime cose che al PCI mi insegnarono. Non ci si auto-propone, si attende di essere chiamati se ciò è utile all'interesse collettivo.

Io credo sempre nella prevalenza dei progetti collettivi su quelli individuali. Del resto una SINISTRA ARCOBALENO che esordisse con una sfrenata competizione personale per le candidature comincerebbe malissimo.

Spero di fornire al più presto a tutti i lettori del blog notizie sulla composizione delle liste.

Nel frattempo, come si diceva una volta, al lavoro e alla lotta.



On. Elias Vacca
Deputato PdCI
nella foto: Elias Vacca

Forse è vero

Negli ultimi giorni ho sentito un pò di persone. Mi dicevano tutti che si sentivano scoraggiati, che ci stannno annientando, che vogliono fare fuori i comunisti dalla scena politica, c'è chi dice che tra qualche anno non ci saremo più, che dovremo adattarci e piegare la schiena e i pensieri, c'è chi dice oggi via la falce e il martello, e domani ci costringeranno ad abbandonare anche il marxismo e il materialismo storico.
Ho sentito un pò di persone che hanno paura, che si sentono già sconfitti stretti in mezzo all'alleanza del "Veltrusconi" e della grande bugia di queste elezioni, del Non sprecate il voto.
Mi stavo abbattendo anch'io, quasi mi stavo scoraggiando anch'io davanti a tutto questo,
fino a quando non mi è capitato di vedere un filmato in tv, un servizio come tanti, intervistavano degli operai in pausa caffè, gente normale, gente che la incontri per strada, gente che magari conosci da una vita, amici, parenti, magari vicini di casa, gente che a pranzo mangia interiora di mucca perchè costa due euro e cinquanta e di più non si può permettere, gente che diceva che con uno stipendio normale, da mille e duecento euro, se ti si rompe la caldaia devi aspettare quattro mesi prima di ripararla, e non dico andare in pizzeria o in vacanza, neanche una pizzetta fuori o una gita fuori porta. Niente.
Che se non hai i soldi neanche per il dentista non ci pensi a queste cose. E' gente normale con uno stipendio normale, che i vestiti prima di comprarli nuovi, quelli vecchi li consumi fino all'osso.

Genitori che parlando dei figli si mettono a piangere, perchè anche se magari un lavoro ce l'hanno non riescono a sbarcare il lunario, e si vergognano di non poter garantire un futuro ai loro bambini. E non c'è niente di peggio per un genitore di non riuscire a dare a suo figlio una vita dignitosa. Si sentivano dei falliti, non ce la facevano, gente grande e grossa, a piangere, quasi non ci credevo quando ho visto quegli operai uscire dalle fabbriche e piangere, che dopo otto ore al giorno di lavoro non riescono neanche a otturarsi i denti cariati, che stanno al freddo perchè la caldaia costa troppo, che si sentono pessimi genitori perchè non riescono a dare ai loro figli una vita almeno dignitosa.
Quando li ho visti mi sono messo a piangere, e ve lo voglio dire, sto piangendo anche adesso. Pensare che ci sono genitori che dopo una vita di fatiche e lavoro aspettano ancora che a loro e ai loro figli venga restituita la dignità che gli è stata tolta.
E allora non me ne frega niente se ci vogliono schiacciare, se vogliono farci estinguere. Non me ne frega niente se dicono che siamo spacciati.
Noi abbiamo il dovere di continuare a lottare, e continuare e continuare, e insistere ancora e ancora finché non saremo stanchi, distrutti e poi oltre, sempre e comunque, perchè forse ha ragione Gaber, quando dice che essere comunista significa poter essere felici solo se anche gli altri lo sono, noi abbiamo il dovere di continuare a lottare proprio per loro, per quei tanti lavoratori che oggi si vergognano e piangono pensando al futuro dei loro figli.
Forse è vero che quegli altri sono davvero tanto più forti di noi, e forse ci vorranno anche schiacciare, ma non ci deve interessare, noi abbiamo degli ideali, e per i nostri ideali continueremo a lottare, sempre e comunque, nonostante tutto e tutti. Continueremo, e se mai ci sentiremo stanchi e demoralizzati, allora penseremo a quei padri di famiglia e ai loro figli, alla loro miseria e alla loro dignità negata, e riprenderemo le forze e ci rialzeremo.
Compagni noi siamo diversi dagli altri perchè continuiamo a crederci, perchè la lotta continua, fino alla fine.


Marcello Simula

in foto: Marcello Simula

martedì 26 febbraio 2008

Thyssen: omicidio volontario

Uccidere sette lavoratori è reato
(25.2.08) - Dopo due mesi e 19 giorni di indagini, sabato la procura di Torino ha formalmente chiuso l'inchiesta sul rogo avvenuto alla ThyssenKrupp il 6 dicembre scorso e che è costato la vita a sette operai.

All'amministratore delegato del gruppo italiano, Harald Espenhahn, è stato contestato il reato più grave: omicidio volontario con dolo eventuale e l'incendio con dolo eventuale. Espenhanh ha posticipato dal 2006-2007 al 2007-2008 gli investimenti per il miglioramento dei sistemi antincendio dello stabilimento di Torino, pur sapendo che a quella data la sede sarebbe stata chiusa. Il secondo punto riguarda l'adeguamento della linea 5, teatro del disastro: anche in questo caso, nonostante le indicazioni tecniche fornite da un gruppo di studio interno all'azienda e da una compagnia assicuratrice, è stato deciso di dotarla di impianti di rivelazione incendi e di spegnimento all'epoca successiva al trasferimento a Terni, nonostante gli impianti fossero in piena attività.

Oltre all'amministratore delegato Espenhahm, il provvedimento depositato dalla Procura riguarda i consiglieri delegati Marco Cucci e Gerald Priegnitz, un responsabile in servizio alla sede di Terni della multinazionale, Daniele Moroni, il direttore dello stabilimento di Torino Giuseppe Salerno, il responsabile del servizio prevenzione protezione ai rischi sul lavoro Cosimo Cafueri. Per loro, a seconda delle condotte, si ipotizza l'omicidio colposo e l'incendio colposo con colpa cosciente e l'omissione volontaria di cautele contro gli incidenti. La ThyssenKrupp è inoltre chiamata in causa come persona giuridica.

La Procura è arrivata a questa conclusione anche grazie ad un precedente verificatosi alla ThyssenKrupp Nirosta, una delle sedi della multinazionale in Germania, il 22 giugno 2006. Secondo un rapporto interno si trattò di un incendio talmente grave che «solo per miracolo non c'erano stati né morti né feriti».In seguito all'incidente le assicurazioni imposero una franchigia specifica di 100 milioni di euro invece dei 30 previsti fino a quel momento. Diverse sedi del gruppo adeguarono gli standard di sicurezza, ma non quella di Torino perché, secondo i magistrati, già dal 2005 si era previsto di trasferire gli impianti a Terni e il trasloco che fu ritardato, fra le altre cose, anche per evitare problemi di immagine, per le Olimpiadi del 2006 nel capoluogo piemontese.

«Che la ThyssenKrupp avesse una tremenda paura dei magistrati inquirenti che si occupano dell'esplosione costata la vita a sette operai, lo si era capito apprendendo alcune settimane fa del dossier segreto scritto dall'azienda, e dei nomi e cognomi “incriminati”. Adesso, di fronte al pesantissimo capo di accusa di omicidio volontario che pende sulla testa dei dirigenti della multinazionale, come reagirà la ThyssenKrupp?». Se lo chiede il presidente della Commissione lavoro della Camera, Gianni Pagliarini del Pdci: la multinazionale tedesca «spargerà nuovi veleni a mezzo stampa o proverà ad ammettere le sue responsabilità? Non è nostro costume - aggiunge - entrare nel merito delle indagini della magistratura, della cui celerità comunque mi compiaccio, ma qui ci sono di mezzo la vita di sette lavoratori insieme alle loro famiglie e il futuro dell'azienda torinese. Ci avviciniamo al momento in cui verrà fatta giustizia ed è lecito attendersi dalla ThyssenKrupp, prima della sentenza, un'assunzione della sua gravissima responsabilità: per non aver saputo tutelare la vita e la salute di chi lavora».

Dello stesso parere Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera: «Rabbia e sdegno nei confronti dei vertici dell'azienda. I due elementi su cui si basa l'accusa di omicidio volontario della procura di Torino, cui va un plauso per la celerità, fanno davvero rabbrividire, a dimostrazione del fatto che sul tema della sicurezza non bisogna mai e poi mai abbassare la guardia. I sette lavoratori della ThyssenKrupp, stando ai risultati dell'inchiesta, sono morti per incuria e per mancanza di rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. A questo punto chi ha le responsabilità per quanto accaduto deve assumersi le responsabilità fino in fondo».

domenica 24 febbraio 2008

L'Italia che lavora


Puoi credere che se Diego a quarant'anni viene licenziato in tronco lo Stato interverrà per garantirgli il diritto al Lavoro. Solo che le leggi dell'economia di mercato non prevedono interventi statali. Con buona pace per Diego, che non potrà più pagare l'affitto, o la rata del mutuo. Diego che la spesa chissà con quali soldi la farà. Diego che la sera, quando tornerà a casa, guarderà negli occhi sua moglie e i suoi figli, e scoppierà a piangere, perchè la vita sua e della sua famiglia è stata rovinata.
Non gli basterà sentire un politico in un salotto tv che decanta le lodi della giustezza e della correttezza dell'economia di mercato: questo non pagherà il mutuo, i libri e i giochi per i piccoli, il pane, la pasta, la luce, il gas. Quanto è bello quanto è giusto il libero mercato, dice quello in Tv.
Quelle parole fanno male due volte, perché è come dire che perdere il lavoro, i diritti e la dignità non è una cosa sbagliata, una cosa che ti distrugge la vita, no. E' una cosa giusta, dice quello in Tv.
Puoi credere che se Giulia decide di avere un bambino poi potrà riprendere il suo lavoro e potrà affrontare la maternità con la serenità e le garanzie di un assegno mensile.
Solo che per Giulia non c'è nessun assegno, perchè Giulia, quando dice al datore di lavoro di essere incinta, viene licenziata.
Al call center non pagano per gente che non lavora, le hanno detto. E pazienza se così non ci saranno soldi per la culla, per il passeggino, per gli omogeneizzati.
Da quando c'è la legge 30 al call center non pagano per gente che non lavora, punto e basta.
Vorrà dire che Giulia dovrà scegliere, o il figlio o il lavoro, e probabilmente deciderà di abortire.
Frega niente a nessuno del diritto di Giulia ad avere una famiglia.
Neanche a quei politici del centrodestra che hanno approvato la legge 30, e ancora meno a quelli del Pd che quella legge la potevano e la dovevano abrogare, e non l'hanno fatto.

Marcello Simula
foto da Google Immagini

La Memoria...Le Memorie


È buon costume di qualsiasi persona, in quanto "essere pensante", analizzare i fatti della storia, quella vera e non revisionista, per capire come il mondo è cambiato e quali sono state dunque le cause determinanti che ci hanno portato come realmente siamo nel 2008. Perciò è fondamentale non dimenticare gli o/errori che gli uomini hanno commesso nel passato. Come comunisti italiani ricordiamo la giornata della "memoria" e le conseguenti vittime dell'olocausto, e in veste di uomini di pace ci sentiamo in dovere di non dimenticare il 10 febbraio, ovvero la giornata istituita dal nostro Parlamento nel 2004, in cui ricordiamo le vittime del regime jugoslavo di Tito morte nelle "Foibe" o costrette all'esodo.
Prendere coscienza, analizzare e ricordare questi avvenimenti è doveroso per evitare di poter commettere nuovamente gli errori tragici del passato.

Giampietro Moro

foto da Google Immagini

Addio libera informazione !?



Il cane che morde l’uomo non fa notizia. L'uomo che morde il cane ne fa.
La notiziabilità di un fatto dipende in gran parte dal grado di interesse suscitato, ma soprattutto dalla straordinarietà e dal suo essere fuori dal comune: il tutto non è limitato ad episodi straordinari ovviamente, ma concerne tutto ciò che distorce un po' quella che è la nostra visione della quotidianità.
Oggi più che mai i mass media italiani danno spesso adito alle fantasie più recondite e trattano l'ordine naturale degli avvenimenti a loro uso e consumo, filtrando le notizie, che da fatti si trasformano per incanto in opinioni e vanno ad insinuarsi nella mente delle fasce più deboli del grande pubblico (lettori o telespettatori che siano) non adeguatamente attrezzati contro le "insidie" dei mezzi di comunicazione di massa.
I mass media Italiani, dalla gloriosa e promettente origine, si sono trasformati oggi in una sorta di teatrino, dove trovano poco spazio serietà e verità (i pochi che vi si cimentano incorrono spesso e volentieri in querele), ma i canoni e i criteri da seguire sono per la stragrande maggioranza elementi di vitale importanza, quali la bellezza fisica e l'estetica, magari accompagnate da curve sinuose o ferree muscolature per l'appagamento del senso visivo.
La televisione ad esempio, pare proprio che l'unico compito cui debba assolvere sia quello di far evadere e molte volte rincretinire chi la guarda. In altre parole. I nostri mezzi di comunicazione di massa si limitano ad esprimere il senso comune delle cose, il punto di vista della famigerata opinione pubblica che di tanto in tanto tende a discostarsi parecchio dalla realtà oggettiva dei fatti.
A cosa porta tutto questo? A non percepire più la linea di confine tra fatto e opinione, e a prendere per buono tutto ciò che ci viene innocentemente trasmesso. La strumentalizzazione dei media risulta, in una società come la nostra, appena percettibile.
E per questo occorre attrezzarsi e spaziare nel vasto mondo dell'informazione, cercare le notizie da più fonti e dotarsi di senso critico e spirito d'osservazione, per non far sì che a dettare i fatti sia ancora una volta l'immane potere dei soldi.


Nadia Frau
foto di Marco Mura

ED ORA (forse) IL PUC



Dopo molte promesse sembra finalmente possibile l'approvazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale), a quanto sostiene l'assessore comunale all'urbanistica Maurizio Pirisi, che si rivela ottimista per quanto riguarda gli effetti che questo documento avrà per l'economia e la cittadinanza algherese.
Peccato che il piano sarebbe dovuto essere approvato dieci anni fa, per evitare magari, le concessioni edilizie che approvano la costruzione di palazzi con volumetrie eccessive che ridimensionano impropriamente la morfologia della strada e la fruibilità dei servizi; tali fatti hanno rivelato ancora una volta il connubio tra potere politico e privato, alla base del sistema di clientelismi che, nella nostra città come in una parte consistente del meridione, frena la mobilità sociale e incatena i cittadini più sfavoriti (coloro che non possono o non vogliono vivere in un contesto dove le conoscenze politiche determinano il successo individuale) a condizioni di lavoro e di vita precarie o comunque insoddisfacenti.
Se ci fosse una am-ministrazione comunale saggia, si interesserebbe della condizione dei lavoratori stagionali e in nero, coloro che sono i più indifesi e che versano in condizioni di disagio; dovrebbe fornirgli la possibilità di costruirsi una vita nella città dove sono nati. In tal senso la previsione di edificazione di unità abitative nelle zone di Sa Segada e Guardia Grande risulta inadeguata; questa risolverebbe solo il problema della restituzione del territorio all'originaria funzione d'uso agricolo e limitare la frammentazione dei terreni nelle zone attigue alle borgate, ma non risolve il problema dell'emigrazione di giovani algheresi.
L'amministrazione dovrebbe attuare piani di edilizia popolare all'interno del circuito cittadino nelle aree più favorevoli a questo tipo di intervento; questo avrebbe un duplice vantaggio: il primo riguarda l'emergenza abitativa, dando la possibilità a giovani coppie di continuare a vivere ad Alghero ottenendo una casa popolare; il secondo riguarda la speranza di ordine economico, secondo cui l'aumento di offerta di case porterebbe a una diminuzione di domanda al privato, e quindi una relativa diminuzione di prezzo.
Alghero si svuota e se non cambiano le cose, dobbiamo rassegnarci al più probabile scenario futuro: una città morta di inverno e fiorente d'estate, ma privata del patrimonio più grande: le giovani menti costrette a lasciare la propria casa alla ricerca di condizioni economiche migliori. Se non arrestiamo il fenomeno subito, sarà impossibile nel futuro controllarlo, e a quel punto chi ne porta la responsabilità sarà indifferente.



Andrea Martucci

Che cos'è la sinistra


In un periodo come questo in cui le forze politiche della sinistra sono impegnate in una difficile campagna elettorale può risultare utile fare qualche piccola riflessione sul significato della parola Sinistra: che cos'è la sinistra? Cosa vuol dire oggi, nel terzo millennio, essere di sinistra?
Spesso e volentieri siamo costretti a sentire le affermazioni più disparate su questo argomento da parte di politici e intenditori che di sinistra hanno avuto poco o per fortuna nulla: dalle folcloristiche dichiarazioni a cui ci ha abituato Berlusconi attraverso il dittatoriale possesso personale di canali tv e giornali si arriva alle concezioni "progressiste" di un partito come quello demo-cratico secondo cui basta dare un colore umanitario al sistema capitalistico vigente per potersi connotare come sinistra: al di là di questa barricata ci siamo noi, comunisti, ex-comunisti (vedi sinistra democratica), ambienta-listi e tutta quella realtà di movimenti e associazioni che non necessariamente si riconoscono nella forma partito.
Ma che cosa ci lega? Qual è il massimo comune denominatore su cui dobbiamo fondare una futura e auspicabile militanza politica comune?
Indubbiamente il desiderio di cambiare. Una Sinistra degna di questo nome non può che contrapporsi al sistema economico vigente, non può che avere come fine ultimo il superamento del capitalismo, non può che lottare per la pace tra i popoli; una sinistra "responsabile" in Italia deve assumersi la responsabilità di riallacciare i rapporti con le forze progressiste (quelle vere) dell'Europa e non solo; deve avere il coraggio di stimolare un'analisi che riesca non solo a cogliere le contraddizioni che questa globalizzazione riversa sulla nostra società, ma sappia anche proporre una risposta, un modo per superare queste contraddizioni.
Una Sinistra italiana ancora in grado di porsi come avanguardia strutturata della classe lavoratrice deve avere come riferimento i valori della Resistenza e dell'antifascismo, deve lottare per la difesa delle libertà democratiche sancite dalla nostra costituzione e battersi contro l'unica libertà fautrice delle disuguaglianze: la libertà di poter sfruttare la forza lavoro altrui. Sono questi i valori di riferimento di una vera Sinistra; sono questi i valori su cui dobbiamo ricostruire l'UNITÀ !!!



Andrea Coghene

sabato 23 febbraio 2008

Questione Elettorale


Si ritorna alle urne. Domenica 13 e lunedì 14 aprile si andrà a votare per il rinnovo del Parlamento, chiudendo una delle legislature più brevi della storia Repubblicana: solo 20 mesi.

La legge elettorale sarà la stessa, il “porcellum” di Calderoli ex-senatore della Lega Nord, che ha determinato, come sappiamo, aggregati di forze politiche diverse tra loro, facendo si che qualsiasi minoranza di partito potesse ricattare il governo sulle decisioni da intraprendere. Questo è quello che si è verificato con il governo Prodi (l’Unione), che è stato ripetutamente osteggiato da piccoli esponenti di partito come i liberal democratici di Lamberto Dini (3 senatori) e dall’Udeur di Clemente Mastella, il quale a causa della nota vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto insieme a sua moglie (Sandra Lonardo) e a molti esponenti del suo partito, ha deciso di togliere la fiducia al governo Prodi, facendo precipitare il paese in una delicata crisi politica.
Le novità che si verranno a delineare in questo scenario politico sono due: la nascita del Partito democratico, composto da una parte dei Democratici di sinistra (Ds) e della Margherita, e la Sinistra l’Arcobaleno, costituita dai quattro partiti di sinistra, ovvero il Partito dei Comunisti italiani, il Partito della Rifondazione Comunista, i Verdi e Sinistra democratica (movimento politico che nasce dalla parte dei Ds che non aderì al Pd).
In tutto questo cambiamento dell’assetto politico nostrano, anche Forza Italia e Alleanza Nazionale si fondono in una sola lista federandosi con la Lega, mentre La Destra fascista di Storace, che non vuole sciogliere il suo partito dentro il Pdl, decide di correre con il proprio simbolo.
Il Centro, a sua volta, vede nascere un nuovo soggetto insieme a Tabacci e Baccini, la Rosa Bianca, mentre l’Udc di Casini ha deciso di andare da sola e di non sciogliersi dentro il Popolo della Libertà. È evidente come il centro destra, nel suo complesso, si presenterà frantumato in un aggregato multicolore che vede presenti da un lato i fascisti di Storace (la Destra) passando per la Lega Nord, famosa per il suo intento secessionista, finendo con i liberal democratici di Dini, mostrandosi all’opinione pubblica come una armata Brancaleone eterogenea e a caccia del potere. Una ulteriore operazione trasformistica di cui l’Italia non aveva assolutamente bisogno.
Tuttavia, la futura formazione di governo che vincerà le elezioni, dovrà rispettare le normative europee sul risanamento dei conti e sul debito pubblico preoccupandosi, oltretutto, di affrontare con serie e decise manovre economiche, l’ondata di recessione proveniente dagli Stati Uniti d’America.
In questo scenario complesso e condizionato dal solito cambio di poltrone, la Sinistra Arcobaleno si presenta unita ai suoi elettori portando avanti come leader unanime Fausto Bertinotti, mostrando che in Italia oltre al liberismo conservatore di Silvio Berlusconi e al centro moderato di Walter Veltroni, c’è una sinistra plurale, forte e laica che combatte contro il precariato, per i diritti civili, per la questione ambientale e per un Parlamento pulito, nel quale nessun politico condannato in via definitiva possa coprire il ruolo di parlamentare. Portando avanti la partecipazione politica e la libertà come valori cardine di una democrazia che vuole e deve chiamarsi tale.


Giancarlo Balbina

venerdì 22 febbraio 2008

OLIVIERO DILIBERTO A SASSARI

Il segretario nazionale del Partito dei Comunisti Italiani ospite a Sassari per la presentazione del nuovo libro di Vindice Lecis "Da una parte della barricata".


Non bastava la sala dell'Associazione Culturale Intregu a contenere la numerosa folla di persone che sono andate ad assistere alla presentazione del nuovo libro di Vindice Lecis "Da una parte della barricata" (Robin Edizioni).

Si sono susseguiti tra applausi, sorrisi e tanti ricordi, gli interventi del sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, Antonello Mattone e il segretario nazionale del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto.

Al termine della presentazione si è tenuto un rinfresco.

La trama del libro. L'indimenticabile 1965. A Febbraio, dalla tribuna del XX congresso del Pcus, Krusciov denuncia i crimini di Stalin. L'onda provocata da queste rivelazioni sconvolge il movimento comunista internazionale e provoca non poche crisi di coscienza.
La destalinizzazione suscita speranze e rivolte nel blocco dei paesi dell'Est, represse nel sangue a Danzica e nell'Ungheria di Nagy. Mentre il Pci s'interroga sulla natura di questi regimi, anche il campo occidentale rafforza il suo stato parallelo e occulto e costituisce una rete clandestina anticomunista ispirata dalla Cia e dalla Nato. Nasce Gladio.
Il Pci è stretto tra due fuochi e richiama al lavoro Antonio Sanna, per anni esponente del riservato Ufficio Quadri del partito. Sanna viene incaricato di scoprire cosa sia questa Gladio e se è vero che in Sardegna, a Capo Marrargiu, sia attivo un campo di addestramento segreto. Nel Romanzo s'intrecciano le crisi di coscienza e riecheggiano i laceranti dibattiti dell'epoca.
In una fitta serie di colpi di scena emerge il lato oscuro della Repubblica e le sue manovre illegali, l'azione dei servizi segreti americano e sovietico.
Aggressioni, scoperte clamorose, fughe rocambolesche oltre cortina, e lo scontro della guerra fredda in Italia e in Sardegna. Ma il grande ingranaggio scricchiola.
E Sanna alla fine sceglierà con sofferenza di stare da una parte della barricata.





Marco Mura


Galleria Fotografica



fotografie di Marco Mura

giovedì 21 febbraio 2008

Anche ad Alghero "Resistenza Attiva"


Anche ad Alghero arriva il periodico della Federazione Giovanile Coministi Italiani.
Oltre all'edizione nazionale disponibile ogni due settimane nell'inserto de "La Rinascita della Sinistra", ad Alghero avremo l'edizione locale.

Tanti gli articoli del primo numero, dalla questione elettorale a cosa vuol dire essere di sinistra nel 2008, passando per la libertà di informazione, la laicità in Italia, il precariato e la Giornata del Ricordo.

Naturalmente non mancano articoli sulle vicende locali, e in questo primo numero vi proponiamo un interessante articolo sul Piano Urbanistico Comunale (PUC)

Allora, cosa aspettate? Chiedete subito una copia per voi alla Fgci di Alghero in via Carducci 7 oppure contattando i numeri 079 97 38 221 - 079 98 95 783.

Presto gli articoli del primo numero saranno disponibili anche online.



Marco Mura

5 racconti per il programma della Sinistra Arcobaleno



Lavoro, pace e lotta al precariato, sono le parole chiave di questa sinistra che vengono ribadite dal segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, che sottolinea la necessità di insistere su un altro punto «di drammatica attualità: la laicità dello Stato».



Diliberto interviene anche sulla mancata alleanza con il Pd e attacca: «E' Veltroni che ci ha escluso». Infine ai giornalisti che chiedono al segretario del Pdci un intervento sulla questione del simbolo della Sinistra-l'Arcobaleno in cui non è presente la falce e martello Diliberto risponde che è stata una rinuncia difficile, in ogni caso «il nostro simbolo resta, ma proseguiamo sulla strada dell'unità».



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