
La Sinistra Arcobaleno si batte per aumentare il salario dei lavoratori

Da qui, la Sinistra parte per migliorare le condizioni di milioni di lavoratrici e lavoratori e giovani precari, ingabbiati dalla legge 30, che trasforma il lavoratore, non più in un essere umano, ma in una merce, usa e getta, e che viene considerata come una delle concause dei salari da fame che ricevono tanti giovani e meno giovani lavoratori. Soprattutto in questo momento, estremamente rischioso per il mercato del lavoro, è nostro dovere riportare all’interno del dibattito politico il conflitto sociale che il Partito democratico ha abbandonato e chiuso nel cassetto del dimenticatoio, inserendo, addirittura, nelle liste piddine, il giuslavorista Pietro Ichino che considera l’articolo 18, quello che vieta il licenziamento senza giusta causa nelle imprese con più di 15 dipendenti, un ingessatura che blocca il meccanismo della produttività.
Ecco come si presenta il Pd, una forza politica equidistante da Confindustria e Vaticano, un nuovo centro bigotto e conservatore. Noi come Sinistra Arcobaleno auspichiamo, si, una revisione dell’art. 18, ma nel senso che andrebbe esteso a tutti i lavoratori la tutela contro il licenziamento senza giusta causa. Non possiamo abbandonare il mondo del lavoro a chi, invece, lo vuole distruggere e precarizzarlo all’esasperazione. Non ci stiamo. Non possiamo lasciare il Paese a chi vuole distruggere lo Stato sociale, dando troppo potere alle imprese e agli imprenditori, creando disuguaglianze sociali, etiche e morali. Ecco perché, vi chiediamo di unirvi a noi creando una Sinistra forte, plurale, laica e ambientalista, radicata nel movimento operaio, nei sindacati e nelle scuole creando coscienza critica e conflitto sociale che sta alla base del soggetto che stiamo andando a creare. Ma per questo abbiamo bisogno di uomini e donne, lavoratori e lavoratrici, giovani studenti e studentesse che si impegnino in una lotta politica quotidiana e di una forte e qualificata rappresentanza in Parlamento e nelle sedi istituzionali.
Giancarlo Balbina
Nessun commento:
Posta un commento