sabato 4 giugno 2011

I gay e la Bibbia | di Frei Betto

E’ impressionante assistere a tutte le pressioni che vengono fatte sul Senato per evitare la legge contro l’omofobia. Soffrono di amnesia quelli che insistono a segregare, discriminare, colpevolizzare e condannare le coppie omosessuali.


Ai tempi di Gesù venivano segregati i pagani, gli infermi, quelli che esercitavano certi tipi di attività professionali, per esempio i macellai e gli usurai. Più tardi furono perseguitati gli indigeni, i neri, gli eretici e gli ebrei. Oggi tocca agli omosessuali, ai musulmani, agli emigranti poveri (comprese le “persone diverse”…).
I rapporti tra persone dello stesso sesso continuano ad essere illegali in più di 80 nazioni. In alcuni paesi islamici vengono puniti con pene fisiche e persino con la morte (Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Nigeria, ecc.).
Nel 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 27 paesi dell’Unione Europea nel 2008 hanno firmato un documento chiedendo all’Onu la “depenalizzazione universale dell’omosessualità”.
La Chiesa Cattolica ha fatto un piccolo passo avanti quando nel suo Catechismo ha posto l’esigenza di evitare qualsiasi discriminazione verso gli omosessuali. Anche se poi le autorità ecclesiastiche hanno taciuto quando si è trattato di pronunciarsi contro l’omofobia. E hanno invece espresso il loro totale dissenso sul diritto all’unione civile delle coppie omosessuali.
Nessuno sceglie di essere omo o eterosessuale. La persona nasce così. E, alla luce del Vangelo, la Chiesa non ha il diritto di trattare nessuno come omo o etero, ma solo come figlio di Dio, chiamato alla comunione con Lui e con il prossimo, destinatario della grazia divina.
In Brasile le percentuali di aggressioni e assassinii di omosessuali C’è anche la violenza simbolica, per alcuni versi anche più grave, perché determina il comportamento sociale e incoraggia la cultura della colpevolizzazione.
La Chiesa Cattolica non condanna più gli omosessuali, ma impedisce loro di manifestare amore verso persone dello stesso sesso. Ma non è da Dio che viene tutto l’amore? La 1a lettera di San Giovanni (4,7) non dice forse che “chi ama conosce Dio”? (notate che Giovanni non dice che chi conosce Dio ama…).
Perché fingere che l’amore pretenda l’unione e volere che quell’unione sia all’interno della legge? Nel matrimonio i veri ministri sono gli sposi. E non il sacerdote, come molti pensano. Può la teologia negare l’essenzialità sacramentale dell’unione di due persone che si amano, anche se sono dello stesso sesso?
Ci diranno alcuni di ascoltare la Bibbia! Certo, nel contesto patriarcale in cui fu scritta sarebbe stato strano che approvasse l’omosessualità. Ma molti passaggi la sottintendono, per esempio l’amore tra David e Jonatan (1 Samuel 18), il centurione romano attratto dalla cura del suo servo (Luca 7) e degli “eunuchi di nascita” (Matteo 19). Se prendessimo la Bibbia alla lettera dovremmo passare per la spada tutti quelli che professano religioni diverse dalla nostra e odiare il padre e la madre per seguire incondizionatamente Gesù.
Occorre passare dall’ermeneutica singola all’ermeneutica plurale. E’ passato poco tempo da quando la Chiesa Cattolica accusava gli ebrei di essere gli assassini di Gesù, condannava al limbo i bambini morti senza battesimo, considerava legittima la schiavitù e biasimava gli interessi degli usurai sui crediti. Perché dunque escludere le coppie omosessuali dai diritti civili e religiosi?
Peccato è accettare i meccanismi dell’esclusione e selezionare gli esseri umani sulla base di fattori biologici, razziali, etnici o sessuali. Tutti sono figli amati da Dio. Tutti hanno la vocazione ad amare ed essere amati. La legge è stata fatta per la persona, dice Gesù, e non la persona per la legge.

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